Fabio di GuglielmoFabio di Guglielmo

Clinica individuale

Dipendenze tecnologiche

Non sono un vizio di carattere. Sono pattern comportamentali che si installano gradualmente.

Mani legate al cavo dello smartphone, simbolo della dipendenza da telefono

Le dipendenze tecnologiche non sono un vizio di carattere. Sono pattern comportamentali che si installano gradualmente, spesso senza che ce ne si accorga. Uno smartphone controllato cento volte al giorno. Una sessione di gioco che non riesce a finire. Una connessione che non si riesce a interrompere, nemmeno quando si vorrebbe.

Il problema non è la tecnologia in sé. È il rapporto che si costruisce con essa — e cosa quel rapporto sta coprendo.

Come si riconoscono

Non esiste una soglia precisa oltre la quale l'uso diventa dipendenza. Esistono segnali che vale la pena osservare: la difficoltà a smettere anche quando si vorrebbe, il disagio quando il dispositivo non è disponibile, il progressivo disinteresse per ciò che accade fuori dallo schermo.

Le dipendenze tecnologiche si accompagnano spesso ad ansia, disturbi del sonno, ritiro dalle relazioni. Non perché la tecnologia causi questi problemi — ma perché spesso li precede, o li amplifica, o viene usata per tenerli a bada.

Quello che appare come un problema di abitudine è quasi sempre qualcosa di più: un tentativo di regolare emozioni difficili, di sfuggire a pensieri scomodi, di riempire uno spazio che altrimenti farebbe rumore.

Il lavoro terapeutico

Il trattamento non consiste nell'imporre limiti di tempo davanti allo schermo. Consiste nel capire cosa sta sotto: quali emozioni vengono evitate, quali bisogni non trovano un'altra strada, quale disagio si cerca di tenere a distanza.

Lavoro con un orientamento psicodinamico, fenomenologico ed esistenziale. Non mi interessa ridurre il sintomo — mi interessa capire cosa il sintomo sta cercando di dire.

Durata del percorso

Dipende dalla storia della persona e da quanto è radicato il pattern. Alcuni percorsi si concludono in pochi mesi. Altri richiedono un lavoro più lungo, soprattutto quando le dipendenze tecnologiche si intrecciano con ansia, depressione o difficoltà relazionali più profonde.

Non è necessario essere in una situazione di crisi per chiedere aiuto. È sufficiente riconoscere che il rapporto con la tecnologia ha smesso di essere uno strumento ed è diventato un bisogno.