
La terapia di gruppo è uno spazio in cui la relazione diventa strumento di cura. Non il rapporto con il terapeuta soltanto — il rapporto con gli altri. Con chi siede accanto, con chi racconta qualcosa che suona familiare, con chi reagisce in un modo che sorprende.
Quello che accade nel gruppo non è diverso da quello che accade nella vita. È la vita, portata in uno spazio protetto e osservata con più attenzione.
Come funziona la terapia di gruppo
Il gruppo è composto da un numero limitato di persone, guidate da un terapeuta. Le sedute hanno una cadenza regolare. Ogni partecipante porta la propria storia, i propri modi di stare in relazione, le proprie difficoltà.
Non si tratta di parlare a turno davanti a una platea. Si tratta di incontrarsi — e di osservare cosa succede in quell’incontro. Come ci si avvicina e come ci si difende. Come si reagisce quando qualcuno dice qualcosa che tocca un punto sensibile. Come si impara a chiedere, a ricevere, a stare nel disagio senza fuggire.
Il terapeuta non dirige il contenuto. Tiene il setting, osserva le dinamiche e aiuta il gruppo a diventare consapevole di ciò che sta accadendo al suo interno.
Quando è utile la terapia di gruppo
La terapia di gruppo è indicata per chi fatica nelle relazioni, per chi si sente solo anche in mezzo agli altri, per chi ripete sempre gli stessi schemi senza riuscire a cambiarli.
È utile anche per chi ha già fatto un percorso individuale e vuole consolidare i cambiamenti in un contesto più vicino alla realtà relazionale quotidiana. Il gruppo offre qualcosa che la terapia individuale non può dare: la presenza viva degli altri, con le loro risposte imprevedibili e autentiche.
Non è necessario avere una diagnosi o attraversare una crisi acuta. È sufficiente sentire che qualcosa nel modo di stare con gli altri non funziona come si vorrebbe.
Durata del percorso
La durata dipende dagli obiettivi e dalla storia di ciascun partecipante. Alcuni percorsi si concludono in pochi mesi. Altri richiedono un lavoro più lungo, soprattutto quando si lavora su schemi relazionali radicati nel tempo.
I progressi vengono osservati nel corso del percorso, tenendo conto sia del movimento individuale che della dinamica complessiva del gruppo.
L’approccio nella terapia di gruppo
Lavoro con un orientamento psicodinamico, fenomenologico ed esistenziale. Il gruppo non è uno sfondo — è lo strumento principale. Ciò che emerge tra le persone in seduta è già materiale clinico: non serve simulare la vita, perché la vita è già lì.
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